“In piedi, costruttori di pace! – diceva don Tonino Bello, allora presidente di Pax Christi, all’Arena di Verona, il 30 aprile 1989 – Non abbiate paura! Non lasciatevi sgomentare dalle dissertazioni che squalificano come fondamentalismo l’anelito di voler cogliere nel ‘qui’ e nell’’oggi’ della Storia i primi frutti del Regno… Se non abbiamo la forza di dire che le armi non solo non si devono vendere ma neppure costruire costruire… che la nonviolenza attiva è criterio di prassi cristiana, che certe forme di obiezione di coscienza sono segno di un amore più grande…rimarremo lucignoli fumiganti invece che essere ceri pasquali”.

Ed è anche per raccogliere il testimone di don Tonino Bello, a 25 anni dalla sua morte, che Pax Christi sostiene, fin dal suo nascere la Campagna “Ministero della Pace, una Scelta di Governo”.

Si studia come fare la guerra. Ci sono scuole di guerra. Si spendono risorse enormi per la guerra (basti pensare ai 130 milioni di € l’uno per gli aerei caccia F-35) e non si investe ufficialmente e istituzionalmente per la pace. Siamo in una “terza guerra mondiale a pezzi”, ce lo ricorda continuamente Papa Francesco. “L’Italia ripudia la guerra” recita l’art. 11 della nostra Costituzione. Ma la realtà è purtroppo ben diversa. Un Ministero della Pace è un passo non solo opportuno, ma doveroso per rendere possibile e dare gambe alla pace.

Don Renato Sacco

Coordinatore nazionale di Pax Christi